In questa vita

Questa è una storia a puntate. Le parti sono ordinate in modo decrescente, l'ultimo racconto è sempre in alto. A destra ci sono i link ai capitoli, e la possibilità di scaricare gratuitamente il libro!
giovedì, 13 marzo 2008

Capitolo 3 - Atto X (Presente)

Avrei desiderato non uccidere più nessuno, sedermi ad un tavolo per giocare a carte con un paio di amici, mentre bevo un buon bicchiere di whiskey invecchiato, parlando dell’ultimo album di un qualsiasi cantante. Ancora una volta ho scelto di ballare al fianco della signora Morte in una notte piovosa, questa volta per finire tutto. Comunque sarebbe andata, questa vita era terminata.

“Quanti uomini ci sono ancora?”

“Non lo so… pochi, spero…” Si passa una mano tra i capelli, tenendosi un braccio. E’ stata ferita, ma non sembra una cosa grave.

“Dovremo sempre uccidere qualcuno, Candice?”

Mi guarda in modo strano, e sospira. “Sei stanco di farlo?”

“Si…”

Ricarico le armi e avanzo per il corridoio, cercando di evitare di calpestare i corpi. “Riportiamo a Vincent le pallottole che ci ha regalato”.

Percorrere l’intero ultimo piano è faticoso, gli uomini sembrano non finire mai, premere il grilletto è diventata ormai un’azione automatica, e la sensazione di essere lì da ore comincia a farsi strada nella mia mente svuotata.

Nessuno di loro sopravvivere alla scia di morte che scarichiamo, la loro mira è imprecisa e il sangue non è abbastanza freddo, un cocktail suicida da usare contro nemici il cui uccidere era diventato un mestiere a tempo pieno. Strappo la vita all’ultimo e aiuto Candice a rialzarsi, la ferita comincia ad indebolirla, e non ho con me qualcosa per fermarla. Di sicuro non posso chiamare un’ambulanza, deve resistere finchè tutto non sarà finito.

Mentre la sollevo, noto il suo sguardo dietro di me, sento la sua mano tirare il mio braccio e la sua bocca rilasciare un grido contenente il mio nome. Mi volto giusto il tempo perché un foro si disegnasse nel muro dietro di me, e trascinato giù dal peso della mia compagna perdo l’equilibrio e finisco a terra. Se sono vivo devo ringraziare lei, e la mia 9mm costantemente in mano che pone fine al respiro di quell’uomo.

Dietro di lui, un uomo entra velocemente nella porta che dà sul tetto, con un vestito troppo costoso per chiunque. Candice non si rialza, segno che la ferita è più grave di quanto immaginassi. Sono da solo, ma è giusto che sia così. Fin dall’inizio questa è stata la mia guerra, e ora devo concludere tutto.

Cammino verso la porta, per marchiare a fuoco l’ultimo atto.

Permalink | commenti / commenti (pop-up) | categoria: presente, capitolo3



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Nome: Matteo Marangoni
Lo scrittore... di una storia creata guardando, cambiando e vivendo. Un amalgama di spunti, di frasi e di emozioni.


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