In questa vita

Questa è una storia a puntate. Le parti sono ordinate in modo decrescente, l'ultimo racconto è sempre in alto. A destra ci sono i link ai capitoli, e la possibilità di scaricare gratuitamente il libro!
martedì, 19 febbraio 2008

Capitolo 3 - Atto V (Passato)

Entrare non era stato un problema, e se fosse arrivata la polizia non lo sarebbe stato neppure uscire. I pochi uomini di guardia non ci avevano notati, complice forse la notte, la stanchezza o l’inutilità di quei fantocci.

L’interno mi aveva lasciato sorpreso, sbalordito. Come l’inferno era il luogo in cui si ammassavano tutti i diavoli, così in quel magazzino erano accatastate più armi e munizioni di quanto potessi contare, un intero arsenale in grado di tenere a bada un esercito, o di armarlo.

Fu in quello scenario da guerra che tutti udimmo la voce dell’uomo a cui eravamo legati, per cui Candice si era allontanata, per cui Ally aveva tradito, per cui io avevo odiato, la voce di Vincent che si faceva strada tra le casse e le mura, entrando con la prepotenza di una pallottola nella mia testa, portando via la calma con lo stesso modo in cui il sangue gronda sul cemento.

“Sapevo che saresti tornato, dopo essere scappato in quel modo…” la sua risata divenne incredula. “E chi vedo! Candice! O devo dire miss Melody? Ma non eri finita a fare la puttana in un bar?”

Ci girammo tutti lentamente, Ally era diventata di ghiaccio sotto la mia mano, mentre il respiro di Candice si era fatto affannoso. Avevamo di fronte tre uomini che ci puntavano contro le loro armi, mentre lui, con la sua giacchetta da qualche migliaio di dollari e i suoi modi sfacciatamente altolocati, se ne stava fermo a guardarci con aria di superiorità.

“Vincent…”

“Vedi, il mio errore è stato di non farti seguire da qualcuno per eliminarti, nel caso le cose fossero andate storte… Hai pisciato troppo fuori dal vaso, e per uno del tuo mestiere questo è un errore gravissimo, dovresti saperlo. E quando si fa il tuo lavoro, non si torna indietro”.

Non si torna indietro. L’avevo sempre saputo, ma avevo voluto andare contro tutto e tutti, contro una città senza santi e senza angeli, illuso com’ero dal mio desiderio di cambiare vita. Non sarei mai potuto scappare, su questo aveva ragione.

Estrarre la pistola, o attendere il colpo…

Non sarebbe dovuta andare così, avremmo dovuto prenderlo noi alla sprovvista, lui non poteva sapere che saremmo arrivati!

Non poteva sapere.

Il vortice di pensieri fu interrotto dal tempestivo arrivo della polizia, che si riversò nel magazzino come uno sciame d’api.

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Lo scrittore... di una storia creata guardando, cambiando e vivendo. Un amalgama di spunti, di frasi e di emozioni.


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